skip to content

Cookie policy del Parlamento Europeo Ufficio D'informazione in Italia

Utilizziamo i cookie sul nostro sito per migliorare l'esperienza dell'utente. I cookie non vengono utilizzati per trattare dati personali, ma al fine delle statistiche tramite Google Analytics. Per saperne di più e per scoprire come disattivare i cookies sul vostro computer puoi visitare www.aboutcookies.org.

Continua
 
 
 

Migliorare lo scambio d'informazioni e il coordinamento nell'UE per prevenire altri attentati

I deputati della commissione libertà civili hanno discusso, lo scorso giovedì, del bisogno urgente, nel quadro della lotta al terrorismo, di aumentare lo scambio d'informazioni tra Stati membri dell'Unione e tra questi ed Europol, del lavoro sulla proposta relativa allo scambio di dati dei passeggeri (PNR dell'UE) e della radicalizzazione dei cittadini europei che si uniscono ad organizzazioni terroriste. Il dibattito si è svolto alla presenza del direttore di Europol, Rob Wainwright, e dei rappresentati di Consiglio e Commissione europea.

Parlamento europeo, Bruxelles - Riunione di una commissione parlamentare
Una riunione di commissione a Bruxelles

Secondo i deputati, la condivisione d'informazioni tra Stati membri e i loro servizi di sicurezza in Europa deve essere migliorata per prevenire attacchi terroristi. Rob Wainwright, direttore di Europol, ha espresso i suoi timori sulla crescita del terrore ed ha avvertito che potremmo doverci preparare a nuovi attacchi sul territorio europeo.

Se alcuni deputati hanno chiesto l'adozione rapida della proposta sul PNR (Passenger Name Records), cioè la raccolta dei dati dei passeggeri aerei, per lottare contro il terrorismo e la grande criminalità organizzata transnazionale, altri hanno sottolineato che il PNR dell'UE non rappresenta una soluzione miracolosa, e che bisognerebbe innanzitutto concentrarsi su misure di de-radicalizzazione, sul controllo dell'accesso di armi da fuoco e sul ricorso ad inchieste congiunte.

I deputati hanno altresì precisato che l'Unione europea e i suoi Stati membri devono fare molta attenzione a non rimettere in questione Schengen, assicurando in parallelo la nostra sicurezza grazie a una migliore sorveglianza alle frontiere esterne. Molti hanno chiesto una reazione proporzionata agli attacchi, ricordando che sono stati attaccati anche le libertà civili e i diritti fondamentali dei cittadini.

 

Pubblicato il 23 novembre 2015