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Diritti fondamentali nell'UE: critiche su gestione migranti e misure di austerità

I diritti fondamentali dei richiedenti asilo potrebbero essere violati dalle condizioni dei centri di accoglienza, dalle cosiddette "procedure di espulsione a caldo" e dalle altre misure di dissuasione, affermano i deputati in una risoluzione non vincolante approvata martedì. Il testo sottolinea anche l'impatto negativo delle misure di austerità sui diritti economici, civili, sociali e culturali, e richiama la Commissione europea a mettere in atto un sistema per "monitorare la democrazia", l'applicazione delle leggi e dei diritti fondamentali nell'UE.  

La plenaria al voto
La plenaria al voto

La risoluzione non legislativa, approvata da 369 voti a favore, 291 contrari e 58 astensioni, offre un quadro generale sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea per il periodo 2013-2014.

Secondo i deputati, si dovrebbero mettere la solidarietà e il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo al centro delle politiche migratorie dell'Unione. I deputati deplorano altresì il modo in cui la crisi finanziaria ed economica, insieme alle restrizioni di bilancio, hanno influenzato negativamente i diritti economici, civili, sociali e culturali.

"Assistiamo a violazioni dei diritti fondamentali di base in Europa tutti i giorni", ha dichiarato la relatrice Laura Ferrara (EFDD, IT) nel dibattito di lunedì in plenaria, aggiugendo che "dobbiamo essere consapevoli di cosa accade negli Stai membri, in modo che le istituzioni europee possano prendere i necessari provvedimenti per proteggere tali diritti".

Nota informativa

La risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE per il 2013-2014, è la risposta del Parlamento al rapporto annuale della Commissione europea sui diritti fondamentali nell'Unione.

La risoluzione analizza anche la situazione dei diritti dei minori, delle persone LGBTI, delle minoranze religiose ed etniche, e tratta tematiche come la libertà di espressione, di stampa, le misure antiterrorismo, la violazione della vita privata, la sorveglianza e i discorsi di istigazione all'odio.

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