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Il PE discute il finanziamento di un meccanismo di aiuto alla Turchia

Nel corso di una riunione dei capi di Stato e di governo dell'UE con gli omologhi turchi nel novembre 2015, è stato proposto il finanziamento di 3 miliardi di euro in risorse aggiuntive per la Turchia, sottolineando così l'importanza di condividere gli oneri nell'ambito della cooperazione tra i Paesi. La Turchia ospita oltre 2 milioni di rifugiati siriani, per i quali ha speso miliardi di dollari. Nel pomeriggio di martedì 2 febbraio 2016 in seduta Plenaria, il Consiglio e la Commissione presenteranno, nel contesto di una discussione generale sul tema delle migrazioni, le dichiarazioni riguardanti tale strumento di finanziamento.

Dopo il tentativo - non riuscito - di mediare tra le parti, Ankara ha preso posizione contro il regime di Assad. Il Governo turco è  coinvolto sempre maggiormente nella lotta all'auto-proclamatosi "Stato Islamico" (ISIS), e si oppone fermamente all'ipotesi di concedere, nella fase successiva al conflitto, un ruolo al Presidente siriano Bashar al-Assad.

Il conflitto ha serie implicazioni per la Turchia, dove sono ospitati oltre 2,5 milioni di rifugiati siriani, secondo le stime dell'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Nonostante le spese dello Stato turco e della comunità internazionale, per queste persone l'accesso alle cure, all'educazione, al lavoro e alla casa varia da una regione all'altra. Circa l'85% di rifugiati siriani vive fuori dai campi profughi, senza alcun supporto finanziario. Allo stesso tempo, le autorità turche devono gestire un numero di pazienti siriani negli ospedali che si aggira intorno alle 500.000 unità. La maggior parte dei rifugiati dalla Siria sono installati nelle regioni del sud-est della Turchia, le più povere, ma gli scontri tra il PKK e le forze di sicurezza nazionali li spingono anche a cercare rifugio nelle aree a ovest del paese o in Unione europea.

Come parte dei negoziati in atto con la Turchia, il Parlamento europeo ha acconsentito nel febbraio 2014 alla riammissione delle persone in posizione irregolare tra l’Unione europea e la Repubblica di Turchia.

L'aggravarsi del conflitto in Siria ha spinto il PE a spingersi oltre nella collaborazione con Ankara. In una risoluzione di marzo 2015, il PE ha invitato la Turchia a "svolgere un ruolo positivo nella lotta contro l'ISIS/Da'ish e a consentire senza indugio alle minoranze cristiane e ad altre persone perseguitate che fuggono dalla Siria di attraversare il confine turco e cercare rifugio".

Nel giugno 2015, il Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla relazione 2014 della CE sui progressi compiuti dalla Turchia, nel rammentare la posizione cruciale del Paese e la sua rilevanza ai fini di una strategia globale mirata alla sicurezza e alla stabilità nei paesi limitrofi a est e a sud, in particolare Siria e Iraq, ha evidenziato la necessità di potenziare il dialogo e la cooperazione con l'UE su questioni di politica estera. Ha invitato la Turchia a svolgere un ruolo attivo nella coalizione internazionale contro i gruppi terroristici, intensificando le misure volte a impedire che i cosiddetti combattenti stranieri (foreign fighters), denaro o attrezzature, raggiungano i gruppi estremisti attraverso il proprio territorio; ha sottolineato l'esigenza di sforzi comuni per contrastare il terrorismo in tutte le sue forme e invitato a un controllo efficace delle frontiere, chiedendo di continuare ad assistere i rifugiati provenienti dalla Siria e garantire la sicurezza delle vittime della guerra civile siriana.

Il Consiglio europeo ha deciso, nell'autunno 2015, anche visto il numero di migranti in fuga dalle violenze in Siria, di fare un passo avanti nella cooperazione con la Turchia - che non dimentichiamo è un paese candidato all'adesione all'UE - aiutando il Paese nel dare accoglienza ai rifugiati siriani. Nell'ottobre 2015 è stato approvato un piano d'azione congiunto UE-Turchia per affrontare la crisi migratoria.

Con la decisione della Commissione del 24 novembre 2015, è stato istituito lo "strumento per la Turchia a favore dei rifugiati". Lo strumento ha lo scopo di coordinare le iniziative finanziate dell'UE e degli Stati membri, e rafforzare l'efficienza del sostegno fornito ai rifugiati in Turchia. Lo strumento coordina un importo di 3 miliardi di euro, di cui 500.000 dal bilancio dell'Unione e il restante ripartito tra gli Stati membri.