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Consiglio europeo: referendum UK e migrazione i temi all'ordine del giorno

Il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea, la crisi migratoria e dei rifugiati, la politica economica della zona euro. Sono questi i punti all'ordine del giorno del Consiglio europeo in corso a Bruxelles e che si concluderà oggi.

Aosta, Festa dell'Europa, panel dei relatori
Aosta, Festa dell'Europa, panel dei relatori

Il Consiglio europeo del dicembre 2015, dopo uno scambio di opinioni di carattere politico sui piani del Regno Unito per un referendum sulla permanenza o l'uscita dall'UE, aveva convenuto di lavorare per trovare, nella riunione di febbraio 2016 (in corso ieri e oggi a Bruxelles), soluzioni soddisfacenti negli ambiti: competitività, governance economica, sovranità, prestazioni di sicurezza sociale e libera circolazione.

Il 2 febbraio 2016, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha presentato una proposta concernente una nuova intesa per il Regno Unito nell'UE, articolata sulle citate quattro aree tematiche.

A tutti i livelli sono in corso negoziazioni per trovare un accordo con tutti i 28 Stati membri.

Per quanto riguarda la crisi migratoria e dei rifugiati, il Consiglio europeo ha esaminato l'attuazione delle decisioni già adottate e lavorato per preparare il terreno a quelle future, da adottare nella prossima riunione di marzo.

Le discussioni si sono concentrate sugli aiuti umanitari, la gestione delle frontiere esterne, l'attuazione del piano d'azione UE-Turchia e il funzionamento dei punti di crisi. Leggi le conclusioni sulla migrazione.

Il Consiglio europeo dovrebbe anche approvare la raccomandazione sulla politica economica della zona euro.

Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, è intervenuto in sede di Consiglio e ha dichiarato che il Regno Unito e gli altri paesi dell'Unione europea guadagneranno nello stare insieme, e che: "Abbiamo bisogno del Regno Unito più che mai e siamo convinti che il Regno Unito starà meglio all'interno dell'Unione europea".

Sul fenomeno della crescente immigrazione verso l'Europa, Schulz ha riscontrato una "crisi di solidarietà" e ha indicato la necessità di maggiori risorse per i paesi che portano il peso del flusso dei rifugiati: "È giunto il momento - ha detto - che ognuno si prenda le proprie responsabilità individuali, sottolineando anche le nostre responsabilità comuni".