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Secondo i deputati la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi non deve trasformarsi in una "svendita"

I deputati hanno espresso serie preoccupazioni per la mancanza di progressi da parte della Turchia nel soddisfare le precondizioni necessarie per l'esenzione, per i cittadini turchi, dal visto d'ingresso nell'UE, come previsto dall'accordo del 18 marzo 2016 con la Turchia che ha la finalità di arginare il flusso di migranti nell'UE.

Timbro e passaportoTampone d'inchiostro, timbro e un passaporto (CC0 Public domain from Pixabay).
Timbro e passaporto

Il ministro della Difesa olandese Jeanine Hennis-Plasschaert, intervenendo in nome del Consiglio, ha ricordato che la dichiarazione del 18 marzo ha accelerato un processo già in corso, di cui beneficeranno cittadini sia europei che turchi, tra cui gli attivisti per i diritti umani. Il ministro ha tuttavia riconosciuto che "la Turchia ha un sacco di compiti da fare."

Anche il commissario Dimitris Avramopoulos ha riconosciuto che la Turchia deve ancora compiere dei progressi, ma si è detto "ottimista" che Ankara avrebbe "dato una spinta finale" alle riforme necessarie entro la fine di giugno.

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Pubblicato il 12 maggio 2016