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Donne rifugiate e richiedenti asilo in UE: se ne parla al Parlamento europeo

Il Parlamento europeo dedica le sue attività per la Giornata internazionale della donna 2016 alle "Donne rifugiate e richiedenti asilo in UE". Un seminario per la stampa il 2 e 3 marzo, un incontro inter-parlamentare organizzato dalla commissione FEMM il 3 e una mostra fotografica ospitata al Parlamentarium fino al 1 giugno 2016, sono i principali appuntamenti programmati a Bruxelles.  

Una conferenza stampa al Parlamento europeo
Una conferenza stampa al Parlamento europeo

Il Servizio stampa del Parlamento europeo organizza una conferenza per giornalisti sul tema scelto quest'anno dal PE in occasione della Giornata della donna.

Lo scopo dell'evento è di consentire a deputati, esperti e giornalisti invitati, di discutere sull'attuale situazione dei campi profughi e delle misure che potrebbero essere adottate a livello europeo.

Il seminario inizia martedì alle 10,45 e termina mercoledì alle 12,30. La
prima
e la seconda parte sono trasmesse in webstreaming.  

La commissione diritti della donna e uguaglianza di genere (FEMM) organizza un incontro inter-parlamentare collegato al sensibile tema delle donne rifugiate e richiedenti asilo. L'incontro mette insieme deputati, rappresentanti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, dei paesi candidati e della Norvegia, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE), l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) e la Commissione europea. L'incontro sarà presieduto dalla presidente spagnola della commissione FEMM Iratxe García-Pérez (S&D). Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, e Mary Robinson, ex presidente irlandese, e Nawal Soufi, attivista per i diritti umani, apriranno l'evento.

E' aperta al pubblico, fino al 1 giugno 2016 al Parlamentarium di Bruxelles, la mostra fotografica “Displaced: Women Refugees and Asylum Seekers in the EU”. L'esposizione è parte della campagna per la Giornata internazionale della donna e mostra la situazione delle donne rifugiate.

 

Il contesto e la legislazione

Il numero di persone richiedenti lo status di rifugiato in Europa è stato in continua ascesa  nel corso dello scorso anno.  Una quota crescente di quanti lasciano i loro paesi in guerra verso regioni in cui trovare protezione sono donne e bambini che, stando di dati dell'UNHCR, dagli inizi del  2016 rappresentano il 55% di quanti raggiungono la Grecia per cercare asilo nell'Unione.

Donne e ragazze sono molto vulnerabili. Proteggerle è ancor più necessario, se si pensa ai dati su violenze sessuali e abusi ai danni di donne rifugiate e migranti e sui bambini, nel corso del loro viaggio verso l'Europa. E' dunque necessario pensare, realizzare e valutare con una prospettiva di genere tutti gli aspetti delle politiche di asilo.

Per limitare i rischi, è necessario che gli Stati membri dell'UE adottino misure a protezione di donne e ragazze, come la creazione di strutture di accoglienza e spazi sicuri, la ricerca di alternative alla detenzione di bambini e il mantenimento dell'integrità dei nuclei familiari.

Per migliorare la situazione attuale, il Parlamento europeo ha incluso la violenza di genere nelle Direttive sugli standard minimi comuni relativi a diritti, supporto e protezione di vittime di crimini (Direttiva 2012/29/EU), e sulla decisione di protezione europea (Direttiva 2011/99/EU), e ha chiesto una specifica Direttiva sulla violenza nei confronti delle donne.

La strategia europea per l'uguaglianza tra donne e uomini per il periodo 2015-2020 è stata adottata con lo scopo di presentare una proposta concreta in linea con il Piano d'Azione di Pechino in aree quali la violenza, il processo decisionale, gli affari, l'educazione, la crisi, la salute e lo sviluppo.

 

Il Parlamento per i diritti umani

Il Parlamento europeo si impegna per i diritti umani e, con l'attribuzione del Premio Sacharov a Malala Yousafzai nel 2013 e a Denis Mukwege nel 2014, ha voluto attirare l'attenzione sui diritti - spesso lesi - delle donne e dei bambini.

Denis Mukwege, ginecologo e fondatore dell'Ospedale di Panzi a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, ha ricevuto il Premio Sacharov per la sua battaglia a favore dei diritti delle donne e per l'aiuto alle vittime di violenza in un paese in cui lo stupro è utilizzato come arma di guerra.

Nel 2013 il PE ha premiato con il Sacharov per la Libertà di pensiero la giovane Malala Yousafzai, vincitrice poi del Premio Nobel per la Pace, riconoscendo il suo coraggio nella lotta per l'accesso all'educazione dei bambini e delle ragazze.

 

Articolo pubblicato il 1 marzo 2016