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Dibattito sullo stato dell’Unione: le attese dei presidenti dei gruppi politici al PE

Dalla minaccia terrorista alla crisi migratoria passando per la Brexit, le sfide attuali dell’Europa. Mercoledì 14 settembre, il Presidente della CE Jean-Claude Juncker terrà il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione europea durante la sessione plenaria a Strasburgo.

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Il discorso sullo stato dell’Unione europea si tiene ogni anno dal 2010 nel corso della prima sessione plenaria di settembre. Il Presidente della Commissione europea presenta all’assemblea del Parlamento europeo la situazione attuale dell’Unione e le priorità per i mesi a venire. Il discorso è seguito da un dibattito con i deputati europei.

Manfred Weber - Gruppo del Partito popolare europeo

"Gli europei si aspettano che l’Europa dia risultati concreti su temi chiave come la sicurezza, la situazione economica, il futuro dei nostri figli. L’Europa e gli Stati membri devono agire nella lotta al terrorismo, risolvere la crisi migratoria e generare più posti di lavoro e maggiore crescita. L’Europa deve far sentire la propria voce nel mondo. La Commissione e il Parlamento europeo prendono seriamente il loro ruolo, e anche i governi nazionali devono capirlo. È ora o mai più."

Gianni Pittella – Gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlemento europeo

"Molto è stato fatto ma molto ancora resta da fare. Il gruppo S&D invita la Commissione europea a rafforzare la sua strategia per gli investimenti, inserendo maggiore flessibilità nella legislazione europea. Le decisioni sulla gestione dei flussi migratori e sul sistema di ricollocamento devono diventare operative ed essere seguite da misure comuni per la sicurezza. Vogliamo un’economia etica, che preveda misure più severe in materia di evasione fiscale e conflitti d’interesse. Se l’Unione europea non saprà rispondere alle attese dei cittadini, rischierà di disintegrarsi."

Syed Kamall – Conservatori e Riformisti europei

"Mentre certuni chiedono ”più Europa” o “meno Europa”, il gruppo ECR sarà il solo a chiedere “una migliore Europa” basata sulla decentralizzazione, la giustizia, la diversità e il rispetto per tutti gli Stati membri. Questi principi sono stati negletti, portando a un aumento dello scetticismo. L’Unione europea è troppo grande per continuare a centralizzare e armonizzare. I cittadini reclamano soluzioni a questioni come la sicurezza, e non nuove competenze per l’UE o la creazione di nuove agenzie. Chiediamoci come cooperare meglio e non come avanzare nel progetto europeo."

Gabriele Zimmer – Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica

"Il referendum britannico ha provato una cosa: l’Unione europea non può continuare così. Senza cambiamenti di fondo, questo progetto unico fallirà. L’Unione europea è stata devastata da numerose crisi e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è in caduta libera. I presidenti Juncker e Tusk devono fornire risposte a queste enormi sfide. Continuare in questo modo non è più un’opzione. Se i nostri dirigenti non riusciranno nella lotta alla disoccupazione e alle ineguaglianze sociali, se falliranno nel trovare soluzioni comuni alla crisi migratoria e non potranno garantire un avvenire sicuro ai nostri giovani, allora l’Unione europea semplicemente deperirà e, con essa, la sua credibilità."

Rebecca Harms - I Verdi / Alleanza libera europea

"La fiducia dei cittadini europei rappresenta una conditio sine qua non per la stabilità dell’Unione europea. Come ricostituirla? Difendendo l’Unione europea come risposta ai pericoli del nazionalismo e prendendo sul serio i dubbi dei cittadini. Dobbiamo concepire le nostre politiche intorno ai temi della protezione e dell’accoglienza dei rifugiati, della lotta contro le ragioni che spingono queste persone a lasciare i loro paesi d’origine, della cooperazione per la sicurezza in Europa. Accelerare la transizione verso un’economia verde ci permetterà di offrire nuove prospettive ai giovani e di colmare il divario crescente tra aree urbane e aree rurali. La vicenda Apple dimostra che l’Unione europea può ugualmente intervenire su questioni di giustizia fiscale."

David Borrelli - Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta

"Terrorismo, Brexit, crisi migratoria, TTIP... Tutti i temi d’attualità nel 2016 saranno ancora all’ordine del giorno nel 2017. Gradirei un giorno sentire indicare da Jean-Claude Juncker quali conseguenze questi eventi avranno sugli abitanti di Treviso, Scandicci, Buonabitacolo, Taranto, ovvero sui cittadini comuni. Perchè i popoli europei sono andati avanti malgrado due Guerre mondiali non tanto per le grandi sfide che hanno dovuto affrontare, o perchè avevano grandi progetti, ma perchè avevano fiducia nei loro rappresentanti. E’ dunque il momento ora di paralre di fiducia e di speranza."

Nigel Farage - Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta

"L’anno scorso ritenevo che l’Unione europea si trovasse in uno «stato di disunione», e in effetti lo era veramente. Pochi però potevano prevedere i duri colpi che essa ha ricevuto nel corso degli ultimi 12 mesi. C’è la crisi migratoria, un disastro che scuote profondamente le fondamenta dell’Unione europea, ma anche il referendum nei Paesi Bassi e certamente la Brexit. L’Unione europea nel passato è già inciampata su prove difficili, confortata da stupidità e arroganza. Ora però siamo di fronte ad una crisi che non passerà tanto rapidamente."

Marcel de Graaff - Europa delle Nazioni e della Libertà

"Questa Commissione europea ha dimostrato di essere incapace di risolvere le grandi crisi che scuotono l’Europa. Come conseguenza il Regno Unito è uscito. Quali paesi seguiranno? L’Unione europea è incapace di cambiare dalle basi e di tornare alla sovranità nazionale. Questa Unione quindi deve essere sciolta e essere sostituita da una comunità di Stati nazionali che cooperano tra loro sulla base di interessi vantaggiosi per tutti. Juncker non è la persona giusta per guidare l’Unione verso questa transizione: dovrebbe dimettersi."

Marine Le Pen - Europa delle Nazioni e della Libertà

"L’Unione europea è sinonimo di crisi: economica, sociale, monetaria, dell’immigrazione di massa, del terrorismo e di inefficaci e costose agenzie. Poco e niente ha funzionato e più federalismo, come auspicano gli europeisti, non farà che peggiorare la situazione. Oltre a ritrovare la propria sovranità, la Francia dovrà mostrare l’esempio di una via alternativa per il suo popolo e per un’Europa di libertà: questo sarà il senso del mio intervento."

 

Artiocolo pubblicato lunedì 12 settembre 2016