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La "global gag rule" discussa al Parlamento europeo

Nel dibattito di martedì con il Commissario per gli aiuti umanitari Stylianides, i deputati si sono espressi sul ripristino della norma anti-aborto americana. Le ONG straniere finanziate dagli USA dovranno certificare di non eseguire né promuovere attivamente l'aborto.

Il commissario per gli aiuti umanitari Christos Stylianides ha espresso preoccupazione per il Memorandum presidenziale per quanto riguarda la politica di Città del Messico, firmato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Questa decisione potrebbe avere un impatto sui nostri obiettivi di sviluppo globale, come la mortalità delle madri (..) e potrebbe potenzialmente mettere a rischio la salute delle giovani donne”.

"L’approccio agli aiuti umanitari dell'UE si basa sulle necessità", ha sottolineato. Una decisione sull'aborto dipenderà da vari fattori, quali la salute delle donne e il quadro giuridico di un Paese. "Una decisione su come curare le donne e le ragazze è meglio sia presa dai medici. Non è qualcosa di competenza degli avvocati", ha aggiunto.

Continua la lettura degli interventi dei deputati europei. Cliccando sui nominativi si accede al video dell’intervento integrale.

Con un ordine esecutivo firmato da Donald Trump lo scorso 23 gennaio, gli Stati Uniti hanno di fatto interrotto il finanziamento diretto alle Ong che si occupano di assistere, educare o anche garantire la possibilità di accesso ad aborti sicuri nei Paesi in via di sviluppo.

Gli Stati Uniti sono il principale donatore in difesa della salute globale e, attraverso l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), versano circa 3 miliardi di dollari per il diritto alla salute.

Per contrastare gli effetti della decisione del Presidente Trump, il minsitro olandese per il commercio e la cooperazione allo sviluppo Lilianne Plounen ha lanciato la campagna "She Decides" per creare una coalizione internazionale e raccogliere fondi per sostenere i servizi di pianificazione familiare. Circa 60 Paesi hanno partecipato alla conferenza indetta il 2 marzo a Bruxelles, organizzata congiuntamente da Belgio, Svezia e Danimarca, che ha raccolto 180 milioni di euro.

 

Pubblicato il 15 marzo 2017