Ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo
Con l`entrata in vigore del Reverse link define here :reverse_linksTrattato di Lisbona (1°dicembre 2009) l`Reverse link define here :reverse_linksUnione Europea aderisce alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell`uomo e delle libertà fondamentali. Tale adesione non modifica le competenze dell`Unione definite nei trattati (art. 6. 2). I diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Sati membri, fanno parte del diritto dell`Unione in quanto principi generali, così come sancito dal paragrafo 3 dell`art. 6.
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali ha istituito un sistema di tutela dei diritti fondamentali di natura prevalentemente giudiziaria imperniato sulla Corte europea dei diritti dell'uomo, che non è un`istituzione dell`Unione.
La Corte Europea con sede a Strasburgo, svolge un ruolo sussidiario rispetto agli Stati membri che devono per primi rispettare e tutelare in modo effettivo i diritti e le libertà riconosciute ed elencate nella Convenzione mediante strumenti di diritto nazionale.
I cittadini degli Stati membri possono ricorrervi individualmente, qualora sostengano di essere stati vittime diretta di una o più violazioni da parte di uno o più Stati Membri.
È essenziale che, prima di adire la Corte, la parte ricorrente abbia esperito tutte le vie di ricorso interne previste dall'ordinamento dello Stato chiamato in causa che avrebbero potuto porre rimedio alla situazione lamentata. In caso contrario, è suo onere provare che tali vie di ricorso sarebbero state inefficaci.
La parte lesa deve aver quindi già ottenuto la sentenza del Tribunale del primo grado, della Corte d'Appello e della Cassazione italiana.
Il ricorrente ha sei mesi di tempo per adire la Corte dal momento in cui la più alta autorità nazionale - Corte di Cassazione, ha emesso una decisione in merito al suo caso.
Dopo aver affermato l'avvenuta violazione di uno o più diritti garantiti dalla Convenzione o dai suoi Protocolli, la Corte di Strasburgo può condannare lo Stato responsabile al risarcimento dei danni, al ripristino della situazione prima della violazione o alla equa soddisfazione se non è possibile rimuovere le conseguenze della violazione.























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