Facilitare l'accesso al mercato del lavoro, all'istruzione, alla formazione e introdurre un sistema di reddito minimo
Le misure adottate in materia di occupazione da parte degli Stati membri per fronteggiare la crisi hanno significativamente contribuito a stabilizzare l'economia e, in molti casi, ad attenuare l'impatto negativo che la crisi ha avuto sull'occupazione. Tuttavia, ci sono ancora molte difficoltà da superare, la crisi ha aggravato i problemi strutturali, compreso il
rischio di disoccupazione nel lungo periodo, il divario tra domanda e offerta e l'esclusione dal mercato del lavoro per i gruppi svantaggiati.
La diversa intensità della crisi e il diverso impatto sui Paesi membri hanno fatto registrare risultati molto contrastanti in termini di occupazione.
Sebbene ogni Stato membro necessiti di strategie specifiche per uscire dalla crisi, è stata fissati una serie di obiettivi strategici comuni.
La disoccupazione non deve diventare strutturale, la mobilità professionale e la corrispondenza tra competenze, impiego e posti di lavoro devono essere migliorate e diventare un trampolino di lancio per una favorire l'occupazione dei giovani. Le persone più colpite dalla crisi devono essere sostenute; i corsi di aggiornamento professionali dovrebbero riflettere meglio le competenze richieste dal mercato del lavoro, l'accesso al lavoro dovrebbe essere favorito per tutti in particolare per donne, lavoratori anziani e immigrati.
Per contribuire a raggiungere questi obiettivi è necessaria un'azione coordinata a livello europeo che coinvolga anche le parti sociali.
C'è inoltre la necessità di eliminare gradualmente le misure adottate durante la crisi a cominciare dai paesi in cui la situazione economia e il mercato del lavoro è più favorevole e possono quindi concentrarsi completamente sulle riforme strutturali.
Le riforme ispirate ad una strategia di "flessibilità-sicurezza", per coniugare una maggiore flessibilità con una maggiore sicurezza del mercato del lavoro, sono all'ordine del giorno e devono includere il giusto equilibrio fra protezione dell'occupazione e sicurezza sul mercato, colmando il divario tra la domanda e le competenze attualmente disponibili sul mercato, promuovere la mobilità lavoro tra regioni e tra i posti di lavoro e migliorare la capacità di adeguamento salari alle variazioni di produttività.
L'obiettivo è quello di aumentare la resistenza allo shock economico che subiranno in futuro specifici settori o paesi, creare condizioni più favorevoli ed un più alto tasso di partecipazione, che avrà il duplice effetto di aumentare il potenziale di crescita e migliorare le finanze pubbliche nel lungo periodo, in modo da mantenere e rafforzare la protezione sociale, aumentando la coesione sociale e garantendo la parità tra uomini e donne nell'Unione europea.
Il 20 ottobre 2010 il Reverse link define here :reverse_links3Parlamento europeo ha proposto l´introduzione di un sistema di reddito minimo in tutti gli Stati membri dell´Unione per combattere la povertà, garantire un adeguato standard di vita e favorire l´integrazione sociale.
Il reddito minimo dovrebbe essere fissato al 60% del reddito medio del Paese di riferimento e, il salario di sussistenza dovrebbe essere sempre superiore alla soglia di povertà. Tuttavia i lavoratori che restano al di sotto della soglia di povertà dovrebbero comunque ricevere delle integrazioni non soggette ad alcuna condizione.























