Trasparenza dei prezzi alimentari e il giusto compenso agli agricoltori
È necessario rafforzare il potere negoziale di tutti gli attori della filiera alimentare e assicurare il rispetto delle regole in materia di concorrenza per garantire un giusto compenso ai produttori e prezzi più trasparenti ai consumatori.
Con la relazione d'iniziativa preparata da José Bové, approvata oggi, i deputati propongono una serie di misure concrete per contrastare le pratiche commerciali e contrattuali ingiuste, l'abuso di posizione dominante e i ritardi nei pagamenti ai produttori, e per migliorare la posizione degli agricoltori all'interno del mercato alimentare.
La risoluzione evidenzia in particolare, come la situazione attuale del settore agroalimentare abbia generato un'ingiustizia sociale: i produttori si ritrovano spesso nelle condizioni di dover chiudere la propria attività e, allo stesso tempo, molte famiglie sono in difficoltà di fronte a prezzi sempre più elevati. Di conseguenza, sia l'agricoltore che il consumatore, sembrano essere perdenti alle due estremità della catena alimentare, in un momento in cui i settori della trasformazione, del commercio, dei grossisti e dei dettaglianti possono più facilmente compensare la volatilità dei prezzi.
Il Parlamento chiede dunque alla Commissione europea di proporre una nuova legislazione per limitare in maniera efficace dette posizioni dominanti lungo l'intera filiera alimentare.
La Commissione dovrà anche obbligare i maggiori commercianti, trasformatori, grossisti e distributori europei a presentare una relazione annuale sulle loro quote di mercato, in modo da permettere a tutti i partner di stimare le tendenze dell'evoluzione della domanda, dell'offerta e dei prezzi nella filiera alimentare. Inoltre dovrà presentare al Parlamento prima della fine del 2010 i dati sugli abusi di potere d'acquisto nell'UE.
Il testo adottato chiede inoltre di migliorare lo strumento europeo di sorveglianza dei prezzi dei prodotti alimentari per renderlo più facile da utilizzare e per includere un maggior numero di prodotti e una migliore comparabilità tra i prezzi "in modo da soddisfare l'esigenza dei consumatori e degli agricoltori di una maggiore trasparenza per quanto riguarda la formazione dei prezzi dei prodotti alimentari".






















