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mercoledì 8 settembre 2010

Ridurre l'uso di animali per esperimenti scientifici: ecco le nuove regole.

Il numero di animali utilizzati per esperimenti scientifici dovrebbe ridursi in futuro, a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento dell'accordo raggiunto col Consiglio su una nuova legislazione che individua un punto d'equilibrio fra l'imperativo di proteggere il benessere degli animali e le necessità della ricerca scientifica.

La direttiva 86/609, approvata ora in via definitiva, prevede l'obbligo per le autorità competenti nazionali di valutare le implicazioni sul benessere degli animali per ogni test scientifico effettuato. L'obiettivo della nuova legislazione è anche lo sviluppo di metodi alternativi di ricerca scientifica e la riduzione dei livelli di dolore inflitti alle cavie. Essa stabilisce anche limiti più severi per l'uso di primati e un regime di ispezioni per assicurare il rispetto delle regole. Gli Stati membri avranno ora due anni per conformarsi alle nuove regole.

Rispetto alla prima proposta dalla Commissione, che risale al novembre del 2008, la versione definitiva del testo della direttiva è meno innovativa giacché nel corso dei mesi sono state apportate diverse modifiche per andare incontro alle necessità della sperimentazione scientifica.

Bisogna considerare, però, che questa normativa comporta una restrizione per la legislazione della maggior parte dei Paesi europei ma non per l'Italia.

Priorità a metodi alternativi

Tutti gli Stati membri dovranno garantire l'utilizzo, ove possibile, di una procedura alternativa, scientificamente soddisfacente e riconosciuta dalla legislazione europea, che non comporti l'uso di animali. Inoltre, potranno essere approvate solo le procedure di sperimentazione che implicano metodi di soppressione che provocano il minimo di dolore, sofferenza e angoscia possibile.

L'utilizzo di animali è pertanto consentito per la ricerca di base e per, ad esempio, la cura di malattie di esseri umani, animali o piante, i test di efficacia dei farmaci nonché per l'insegnamento superiore e le indagini medico-legali.

Una serie di clausole di salvaguardia sono state poste per consentire ai governi nazionali di derogare ad alcune specifiche disposizioni per rispondere a situazioni di emergenza. Tale deroga deve essere scientificamente giustificabile e l'utilizzo di tali clausole, del quale la Commissione deve essere informata, è condizionato all'approvazione da parte degli altri Stati membri.

Ridurre l'uso di primati senza ostacolare la ricerca

Il divieto proposto dalla Commissione sull'uso di grandi primati quali lo scimpanzé, il bonobo, il gorilla o l'orangutango, è stato in linea generale confermato dal testo approvato. Tuttavia, la proposta della Commissione avrebbe anche limitato l'uso di altri tipi di primati, quali ad esempio i macachi e gli ustiti, con il possibile effetto, secondo i deputati, di ostacolare la ricerca europea a fini medici per malattie neurodegenerative quali l'Alzheimer.

Il Parlamento ha quindi deciso di permettere l'uso di tali primati ma solo qualora sia scientificamente provata l'impossibilità di raggiungere lo stesso risultato utilizzando specie diverse.

Classificazione della gravità delle procedure

La nuova legislazione introduce una serie di categorie del dolore inflitto alle cavie ("non risveglio", "lievi", "moderate" o "gravi"), secondo un emendamento approvato dal Parlamento durante la prima lettura della legge.

Per evitare la ripetizione della sofferenza infitta alle cavie, la Commissione aveva proposto di permettere il riutilizzo dell'animale solo per le procedure di sperimentazione con un livello di dolore al massimo classificato come "lieve". I deputati hanno invece ritenuto che tale limite potesse risultare troppo severo e avere l'effetto indesiderato di richiedere l'uso di un maggior numero di animali per il raggiungimento dei risultati scientifici. Pertanto, in accordo coi governi nazionali, i deputati hanno deciso di consentire il riutilizzo delle cavie per esperimenti classificati come "moderati".

Ispezioni e clausola di revisione

Per assicurare il rispetto delle nuove regole, i deputati europei hanno insistito sulla necessità di ispezioni regolari dei laboratori che effettuano esperimenti scientifici con l'uso di animali.

L'accordo raggiunto con il Consiglio prevede che siano ispezionati annualmente, spesso senza preavviso, almeno un terzo dei laboratori. La Commissione dovrà vegliare al rispetto di tale disposizione.

Infine, la Commissione dovrà presentare una relazione sull'efficacia della nuova legislazione, insieme a una proposta di revisione, 5 anni dopo la sua entrata in vigore.

Interventi degli eurodeputati italiani

Paolo De Castro (S&D), presidente della commissione per l'agricoltura, ricordando che la votazione arriva dopo un anno e mezzo di "difficili negoziati", ha salutato con favore l'approvazione del testo in esame, il quale, in quanto "migliora la direttiva del 1986, ormai obsoleta", rappresenta "un avanzamento rispetto alla legislazione attuale".

Anche secondo Giancarlo Scottà (EFD) è stato trovato il compromesso che permette di "utilizzare metodi che provocano il minor dolore possibile... senza ostacolare la lotta contro le malattie".

Sulla stessa linea si è posta Elisabetta Gardini (PPE), rassegnata di fronte ad una realtà in cui "purtroppo, la ricerca sugli animali resta fondamentale e non esistono ancora alternative" ma in cui "grazie a questi metodi, abbiamo cure contro leucemia, diabete e certi tipi di tumori".

Di diverso avviso è Cristiana Muscardini (PPE), la quale ha espresso la speranza che l'accordo sia presto rivisto per smettere di "esercitare esperimenti inutili e ripetitivi", aggiungendo che con esprimenti in vitro o con simulatori del metabolismo umano "si possono raggiungere obiettivi più certi di quelli delle sperimentazioni animali".

Prima dell'inizio della votazione, Sonia Alfano (ALDE) ha criticato l'accordo, poiché permette "l'esperimento per scopi didattici e il riutilizzo degli animali anche con metodi che provocano dolore" e "non incentiverà l'uso di metodi alternativi". Ha quindi chiesto il rinvio del testo in commissione parlamentare ma l''Aula ha respinto a maggioranza tale richiesta dando così il suo via libera al testo.

Le reazioni in Italia

Sulla nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici sono state espresse riserve da parte di alcuni esponenti del governo italiano e autorevoli rappresentanti della comunità scientifica e culturale.

Le associazioni antivivisezione e per la protezione degli animali deplorano in particolare la violazione dell'articolo 13 del Reverse link define here :reverse_linksTrattato di Lisbona che sancisce che l'UE e gli Stati membri nelle loro politiche devono tener conto del benessere degli animali in quanto esseri senzienti.

Ogni anno 12 milioni di animali sono sacrificati nei laboratori di ricerca europei;  a questo punto sarà fondamentale che il Governo italiano, nell'iter di recepimento della direttiva con decreto nazionale, informi la Commissione europea delle disposizioni nazionali in modo da mantenere i punti positivi presenti nel decreto vigente (D.Lgs. 116/96) integrandoli con quelli europei e confermando sostanzialmente la normativa interna più restrittiva.

La novità positiva della direttiva, sarà l'introduzione anche in Italia del Comitato etico per gli animali che avrà il compito di valutare caso per caso se e quando autorizzare le sperimentazioni.