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Il Volontariato nell`Unione europea

In Europa sul volontariato non esistono studi precisi, sia dal punto di vista di dati statistici di disposizioni regolamentari e istituzionali, sia dal punto di vista di problemi, differenze, tendenze e sensibilizzazione dell´opinione pubblica sui vantaggi del volontariato e sul come crearne delle fonti di informazioni per un quadro dettagliato di tutta l´UE.

Lo studio della GHK
Uno studio sul volontariato, presentato il 17 febbraio 2010 dalla GHK e commissionato dalla Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione europea, ha cercato di aiutare la Commissione a identificare come questo settore possa essere funzionale agli obiettivi dell´UE e quali possano essere le modalità di sostegno e di sviluppo del volontariato a livello europeo.  
Questo studio non costituisce però né una ricerca empirica sul volontariato nell´UE, né cerca di definire una misurazione uniforma del volontariato nei 27 Stati membri

Tuttavia le divergenze tra le diverse inchieste e metodi di studio nazionali non hanno permesso una comparazione statistica precisa, ma solo indicativa sul livello e la natura del volontariato nell'UE. Si possono notare delle differenze marcate tra i tassi di volontariato tra i diversi Sati membri, la ripartizione è fatta tra:

- Paesi con un tasso molto elevato di volontariato (ad esempio Austria, Svezia, UK);
- Paesi con un tasso elevato (ad esempio Germania, Finlandia, Lussemburgo);
- Paesi con un tasso mediamente elevato (ad esempio Estonia, Francia, Lettonia);
- Paesi con tasso relativamente basso  (ad esempio Belgio, Spagna, Cipro, etc.);  
- Paesi con un basso livello di volontariato (ad esempio Italia, Grecia, Lituania, etc.).

Le tendenze in materia di tassi di volontariato negli ultimi dieci anni variano tra gli Stati membri, anche se si può riscontrare una generale tendenza alla crescita del numero dei volontari attivi nell´UE. Le ragioni di questa tendenza sono una migliore presa di coscienza dei problemi sociali e ambientali; delle iniziative pubbliche per promuovere il volontariato; un numero crescente di organizzazioni e di volontari; l´aumento di progetti a breve termine in opposizione  al volontariato a lungo termine; una partecipazione più consistente delle persone  anziane e una evoluzione nella percezione del pubblico nei nuovi Stati membri.
Gli adulti tra i 30 e i 50 anni costituiscono il tasso più elevato dei volontari. La maggior parte dei paesi (11) ha la tendenza ad avere più volontari maschi che donne, e soprattutto gli individui che occupano un posto di lavoro sono i volontari più attivi.
   Una crescita del numero delle organizzazioni di volontariato poi riguarda sopratutto i paesi in cui il volontariato organizzato e formale è una tradizione ben radicata (come Francia, e Germania), tuttavia non vi sono dati precisi sulle organizzazioni attive, poiché la registrazione delle organizzazioni non è obbligatoria e i dati statistici riguardano spesso anche le organizzazioni inattive.  

Quadro istituzionale

Ristretto è il numero di paesi con una strategia nazionale per il volontariato, e più ristretto ancora è il numero dei paesi con degli obiettivi e degli indicatori specifici che in genere sono di natura più qualitativa che quantitativa.    

   È in genere più semplice attuare una strategia nazionale per il volontariato nei paesi dove vi è un solo ministero responsabile di questo settore, che stanzia delle sovvenzioni per dei settori chiave considerati prioritari, piuttosto che una serie di dipartimenti ministeriali differenti.

Quadro legale

La diversificata regolamentazione del volontariato deriva dalle molteplici forma di quest´ultimo, dalla complessità e dalla diversità del settore volontariato tra gli Stati membri.
Vi sono tre distinzioni chiave per classificare il quadro regolamentare del volontariato:

- Stati membri dove il quadro legale sul volontariato è stato creato (ad esempio: Malta, Lussemburgo, Italia, Lettonia etc.);
- Stati membri senza quadro legale sul volontariato, ma dove questo è regolamentato all´interno di altre legislazioni già esistenti (ad esempio: Austria, Danimarca, Francia, etc.);
- Stati membri in cui il quadro legale sul volontariato è in corso di elaborazione (Bulgaria, Slovenia).

Dimensione economica del volontariato

Il finanziamento è il problema principale per le organizzazioni di volontariato.

I fondi pubblici non sono più la principale risorsa finanziaria del volontariato in Europa e sempre di più le organizzazioni non governative si fanno carico dell´erogazione di certi servizi sociali. In oltre, vi è una continua crescita della porzione delle risorse provenienti dal settore privato.

Il "metodo dei costi di sostituzione" poi, che è lo stesso per tutti i paesi dell`UE, serve per redigere le stime, ed evidenziare quanto varia il valore economico del volontariato e se rappresenta:  
- una percentuale molto debole del PIL, come in Grecia, Polonia e Slovacchia (1%);
- meno dello 1% del PIL come in Bulgaria, Italia, Portogallo etc.;
- tra lo 1% e il 2% del PIL come in Germania, Belgio, Francia, Irlanda etc.;
- più del 2% del PIL come in  Danimarca, UK e Finlandia;
- una parte importante del PIL come in Austria, Svezia e Paesi Bassi.

Dimensione culturale e sociale del volontariato

Le attività del volontariato hanno una serie d'impatti a livello sociale sia per i singoli volontari e sia per la società in generale e molti tra questi impatti sono funzionali agli obiettivi dell`UE.

- Impiego e inclusione sociale: il volontariato da una parte favorisce l´inclusione sociale e l´integrazione, elementi importanti della politica europea, e dall´altra può essere un trampolino di lancio nel mondo del lavoro giacché consente di ricevere un tipo di formazione professionale relativa a un particolare progetto lavorativo.  
- Educazione e formazione: il volontariato può anche permettere di testare potenziali carriere e di scegliere un particolare percorso di formazione.
- Cittadinanza attiva: il volontariato favorisce anche la partecipazione diretta dei cittadini e lo sviluppo della società civile e della democrazia.