venerdì 26 febbraio 2010

Politica comune della pesca: riforma e maggiori fondi

Il Parlamento europeo chiede una riforma globale e radicale della politica comune della pesca in modo da garantire tanto il futuro delle risorse quanto quello dei pescatori.

Le risorse finanziarie necessarie saranno negoziate nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020. Il Parlamento chiede che gli operatori professionali della pesca che possono veder ridotta la loro attività o perdere il posto di lavoro abbiano un accesso agevolato ai finanziamenti.

Per una buona gestione del settore della pesca bisogna tenere conto delle "caratteristiche specifiche dei vari mari europei", optando per una strategia basata sul principio della regionalizzazione e della sussidiarietà.

Il Parlamento europeo è favorevole anche alla distinzione tra la pesca di altura e quella a carattere artigianale per la quale sollecita la Commissione a elaborare un modello distinto e semplificato di gestione.

Gli eurodeputati chiedono anche una maggiore tutela dell'acquacoltura, sia a livello di qualità che di competitività, investendo in nuove tecnologie, promuovendo la produzione di prodotti di qualità superiore e garantendo standard elevati in materia di benessere animale.

In materia commerciale, il Parlamento europeo insiste sulla necessità di assicurare la tracciabilità dei prodotti importati e la loro conformità con i requisiti sanitari, ambientali e sociali dell'UE.