Riciclaggio di rifiuti organici: occorre una legislazione specifica
Gli eurodeputati vogliono una direttiva specifica sui rifiuti organici, che includa norme vincolanti su riciclaggio e raccolta differenziata e un sistema di classificazione della qualità dei diversi compost ottenuti dai rifiuti organici.
Ogni anno, l'UE produce fra i 118 e in 138 milioni di tonnellate di rifiuti organici (rifiuti alimentari e di giardinaggio dalle abitazioni private e dall'industria). Se le norme esistenti fossero applicate in maniera completa, ci potrebbe essere un risparmio, in termini finanziari e ambientali, fra 1,5 e 7 miliardi di euro.
Il Parlamento europeo chiede alla Commissione di rivedere la legislazione sui rifiuti organici e di elaborare, entro la fine del 2010, una proposta legislativa specifica, che preveda fra l'altro:
• l'istituzione di un sistema di raccolta differenziata obbligatorio, salvo nei casi in cui questa non sia l'opzione più adeguata dal punto di vista ambientale ed economico;
• il riciclaggio dei rifiuti organici;
• un sistema di classificazione della qualità dei diversi compost ottenuti dai rifiuti organici.
La quantità di rifiuti organici smaltiti in discarica dovrà essere ulteriormente ridotta per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo dell'UE di portare almeno al 20%, entro il 2020, la quota dell'energia rinnovabile.
I rifiuti organici sono tutte le sostanze di origine vegetale o animale (residui di cucina, scarti di potature del verde pubblico e privato ecc.). Costituiscono il 30% del totale dei rifiuti prodotti. Attualmente in Italia i residui organici sono smaltiti quasi totalmente in discarica. L'alternativa a tale processo sarebbe il trattamento in impianti di compostaggio e impianti di produzione di biogas. Secondo un rapporto Enea-Federambiente in Italia il 51% dei rifiuti va ancora in discarica e di questi circa il 36% viene smaltita direttamente in discarica senza nessun trattamento.
Al 31 dicembre 2008 sul nostro territorio sono stati contati 393 impianti destinati al trattamento di rifuti urbani impegnati nel recupero di materia, attraverso compostaggio, e di energia, con una capacità nominale complessiva di oltre 27 tonnellate all'anno. Quelli di compostaggio sono 195 e di questi 122 sono situati nel nord del Paese.






















