Asilo: il Parlamento chiede politica comune, i Governi bloccano.
Quante richieste di asilo riceve ogni Paese UE? E quanto costa gestirle all'Italia, alla Germania, alla Spagna? Di questi costi, quali potrebbero essere spartiti fra i Paesi, e quali condivisi a livello UE?

Al contrario di quello che si pensa, le richieste di asilo in Europa non sono un numero insormontabile. Nel 2007 l'Europa ha accolto solamente il 14% dei rifugiati nel mondo, con meno di una richiesta ogni 2.200 abitanti dell'Unione. E solo il 12% degli immigrati in Europa sono rifugiati.
L'Italia è il sesto Paese UE per richieste ricevute, il costo per richiesta è fra i più bassi in Europa (per Malta il più alto).
L'accoglienza dei rifugiati in Europa ha un impatto diversamente distribuito nei Paesi dell'UE: ci sono Paesi che subiscono più forte la pressione dei richiedenti asilo, e altri meno coinvolti.
Da qui la conclusione che la condivisione delle responsabilità a livello europeo è fattibile e logica in termini economici. Uno studio del Parlamento europeo evidenzia anche l'ineguale distribuzione della pressione e dei costi tra i vari Stati membri: "cooperazione e armonizzazione" non bastano a riequilibrare la situazione, e le compensazioni finanziarie dovrebbero essere maggiori per fare la differenza.
Lo scorso maggio il Parlamento si è espresso a favore di una più equa ripartizione dell'impegno a livello europeo, chiedendo un sistema comune entro il 2012. Ma il "pacchetto asilo" è bloccato al Consiglio da mesi.
Per il Parlamento la solidarietà tra Stati andrebbe garantita con un sistema di strumenti obbligatori, per assistere i Paesi che ricevono il maggior numero di richieste.
Durante l'audizione di gennaio per la sua designazione come Commissario agli Affari interni, Cecilia Malmström, rispondendo a una domanda del leghista Borghezio, ha però messo un freno: "ogni Paese deve assumersi le proprie responsabilità", ma "non è possibile forzare gli Stati membri" alla solidarietà.
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