martedì 7 settembre 2010

UE-Svizzera: rimuovere gli ostacoli al passaggio transfrontaliero dei lavoratori

Ogni giorno, circa 200.000 persone, provenienti da un paese UE o EFTA, attraversano il confine svizzero per recarsi al lavoro. Il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza alcune proposte per migliorare la libera circolazione dei lavoratori e dei servizi nonché la cooperazione fra l'Unione e la Svizzera.

Da quando la Svizzera ha firmato l'Accordo di libera circolazione per le persone nel 1999, si è registrato un aumento costante del numero di lavoratori distaccati e di fornitori di servizi dell'Unione operanti in Svizzera. Tuttavia, vi è ancora una serie di questioni da risolvere al fine di garantire e accelerare l'effettiva libertà di circolazione dei servizi da entrambe le parti.

Per quanto riguarda l'Italia, sono 55.000 i lavoratori che attraversano quotidianamente  la frontiera con la Svizzera; di questi, 45.000 si recano nel Canton Ticino.

Ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi

La Svizzera ha adottato una serie di misure di sostegno che integrano la libera circolazione delle persone, allo scopo di tutelare i lavoratori contro il dumping sociale e dei salari e assicurare la parità di trattamento tra fornitori di servizi svizzeri e dell'UE.

Tuttavia, i deputati hanno sottolineato che tali misure possono "ostacolare la fornitura di servizi", rilevando che molte di queste sono accettabili soltanto se tutelano, "in maniera proporzionale", un interesse generale che non sia già tutelato nello Stato di origine dei fornitori di servizi.

Rafforzare la partecipazione della Svizzera al mercato interno

Per superare gli ostacoli che riducono i benefici della partecipazione al mercato interno, gli europarlamentari hanno espresso la necessità di "discutere la possibilità di andare al di là del quadro istituzionale esistente per stipulare forse un accordo bilaterale globale che torni a vantaggio sia della Svizzera sia dell'Unione europea".