mercoledì 8 settembre 2010

Espulsioni dei rom dalla Francia: il Parlamento chiede all'UE di agire

Durante il dibattito sulla situazione dei rom, i deputati del PPE hanno sottolineato la necessità di un'azione concreta dell'Unione in favore dell'integrazione, mentre i membri dei gruppi S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL hanno condannato le decisioni prese dal governo francese, in quanto discriminatorie e lesive del diritto comunitario.

Posizione del Consiglio

In apertura di discussione, il Segretario di Stato per gli affari europei, Oliver Chestel, ha ribadito la fedeltà del Consiglio ai "valori e ai principi dei Trattati" e al "rispetto della legge, inclusi i diritti delle minoranze". Inoltre, ha ricordato che è responsabilità degli Stati membri sostenere l'integrazione dei rom.

Dichiarazione della Commissione

Dal canto proprio, la Commissaria per la giustizia e i diritti fondamentali, Viviane Reding, ha ribadito che "spetta agli Stati membri garantire l'ordine e la sicurezza" dei loro cittadini, ma ogni decisione deve essere proporzionata. In seguito, ha spiegato di aver ottenuto dalle autorità francesi l'assicurazione che "non c'era volontà di colpire la comunità rom". Tuttavia, ha aggiunto, la Commissione "sta verificando se quanto asserito dalla Francia corrisponda al vero".

Interventi a nome dei gruppi politici

Nel corso del dibattito in Aula, sono emerse posizioni contrapposte tra i vari gruppi, divisi tra la condanna all'esecutivo francese, protagonista dell'espulsione di più di 8000 Rom da gennaio a oggi, e la richiesta di un deciso intervento dell'Unione sul tema.

Livia Jaroka (PPE, HU), deputata di origine rom, ha ricordato che le espulsioni possono essere decise "solo caso per caso", definendo "ripugnanti" i rimpatri collettivi. Ha poi sottolineato che "nessuno deve essere espulso solo per il fatto di essere rom", esortando l'UE a dare luogo ad una strategia tesa a rafforzare l'inclusione sociale delle popolazioni nomadi.

Hannes Swoboda (S&D, AT) si è invece detta delusa per "la risposta non chiara" della Commissione, chiedendo di sapere se le autorità francesi abbiano violato il diritto europeo o meno, e ha avanzato l'ipotesi che altri paesi, "come l'Italia o l'Ungheria", potrebbero seguire l'esempio francese.

Per Renate Weber (ALDE, RO), "la Francia sta usando dei trucchi", offrendo denaro alla popolazione rom in cambio del loro rimpatrio, "in palese violazione del diritto europeo e internazionale". Dopo aver ricordato che "anche nel caso italiano, qualche anno fa, la Commissione ha preferito tacere", ha chiesto alla stessa istituzione di dimostrare di essere realmente custode dei principi dell'UE.

Mario Borghezio (EFD, IT) ha definito gli attacchi al governo francese, come prima a quello italiano, "accuse pretestuose". Infatti, "non c'è stata nessuna contestazione a un dato: dopo l'arrivo di questo esodo di rom da Romania e Bulgaria" abbiamo assistito a "un aumento di più del 250% dei furti". "Ci sono cittadini onesti", vittime di tali furti, "che forse motivatamente non gradiscono avere per vicini di casa i rom", ha concluso.

La situazione in Italia

Complessivamente, si stima tra i 10 e i 12 milioni il numero dei Rom presenti sul suolo europeo, mentre nel caso italiano la presenza delle popolazioni nomadi si aggira sulle 200.000 unità, di cui il 25% in possesso di regolare cittadinanza. Si calcolano invece tra i 20.000 e i 25.000, gli individui sprovvisti di un documento d'identità.

Con la direttiva 38/2004 del Parlamento e del Consiglio, è stato riaffermato il diritto di ogni cittadino dell'Unione di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, individuando in 3 mesi il limite massimo di permanenza nel territorio del Paese ospitante, se non per ragioni lavorative.

Precisamente su quest'ultimo punto, si è pronunciato il ministro dell'Interno Maroni, che ha manifestato la sua intenzione di invitare la Commissione a prevedere sanzioni concrete per il rispetto della norma, dal suo punto di vista elusa nei termini temporali.

Nella giornata odierna, il PE metterà ai voti due risoluzioni sulla materia.