mercoledì 8 settembre 2010

Dibattito al Parlamento europeo sullo stato dell'Unione

Il presidente Buzek ha introdotto il primo discorso sullo stato dell'Unione tenuto al Parlamento europeo a Strasburgo. In quest'occasione è intervenuto anche il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso prospettando le sfide che l'Unione si troverà ad affrontare nei prossimi dodici mesi.

Il Presidente Jerzy Buzek ha aperto il dibattito a Strasburgo sullo stato dell'Unione dicendo: "È un dibattito di vitale importanza per il futuro dell'Unione. [...] E' un passo sulla strada che conduce ad un'Europa parlamentare. Il Trattato di Lisbona ha attribuito maggiori diritti al Parlamento europeo ma i diritti comportano anche doveri: doveri nei confronti dei 500 milioni di europei che noi rappresentiamo.

Parleremo dello Stato dell'Unione: le sue priorità politiche, sociali ed economiche, come bisogna prendere le decisioni e quali sono le decisioni da prendere. nell'interesse dei cittadini. Questo esercizio fa parte del nostro controllo democratico sulle altre istituzioni europee.

Il Presidente José Manuel Durão Barroso è poi intervenuto per illustrare le prossime iniziative dell'esecutivo per combattere la disoccupazione, riformare il sistema di governance economica, e rivedere profondamente il bilancio comunitario. Secondo il Presidente della Commissione europea, l'Europa ha superato il test della crisi dando conferma sulla sua capacità di tenuta ma è necessario guardare al futuro e rilanciare le sue ambizioni. Il discorso sullo stato dell'Unione ha rappresentato un'occasione per programmare quanto ancora c'è da fare e per indicare le sfide da affrontare nell'immediato futuro. Ecco le cinque priorità indicate da Barroso per i prossimi anni:

 Una migliore governance economica per affrontare la crisi e evitarne di nuove. Il 29 settembre l'esecutivo pubblicherà una proposta per un monitoraggio più severo dei budget nazionali.

 Crescita per l'occupazione, secondo la strategia EU2020. In vista di tale obiettivo bisognerà aumentare il tasso di occupazione, stimolare la competitività delle imprese europee e approfondire il mercato unico.
La Commissione creerà un "ufficio per l'impiego europeo" per aiutare i cittadini comunitari a trovare lavoro e promuoverà lo sviluppo sostenibile anche in vista della crescita occupazionale (la conversione dell'economia verso un sistema sostenibile potrà generare, infatti, 3 milioni di posti di lavoro "verdi"). Per quanto riguarda poi l'azione di stimolo della competitività delle imprese europee, saranno promosse la ricerca e l'innovazione con l'approvazione del "brevetto europeo" e i tagli della burocrazia determineranno un risparmio per le imprese di 38 miliardi di euro. Infine saranno sviluppate azioni di incentivazione delle attività commerciali oltre confine al fine di rafforzare il mercato interno.

 Libertà, giustizia e sicurezza. La Commissione si impegna a combattere ulteriormente "lo sfruttamento di lavoratori immigrati", il terrorismo e il crimine organizzato. Gli immigrati legali troveranno in Europa una società che rispetta i valori umani e li fa rispettare quindi una società in cui "non c'è posto per il razzismo e la xenofobia".

 L'esecutivo proporrà di rinforzare il sistema di finanziamento dell'UE attraverso l'espansione delle risorse proprie che affluiscono al bilancio comunitario, per renderlo più indipendente dalle volontà dei governi. Barroso ha parlato di estendere il quadro di programmazione finanziaria da 7 a 10 anni, con una revisione a metà periodo (opzione "cinque più cinque"), di creare dei "bond europei" per finanziare le grandi opere senza pesare sui bilanci statali. La proposta della Commissione sulle risorse proprie verrà pubblicata il mese prossimo.

Il presidente dell'esecutivo ha chiesto un vero impegno per rafforzare il ruolo dell'Europa come attore mondiale, perché "se non agiamo insieme, non saremo una potenza mondiale, e gli altri andranno avanti senza di noi: senza l'Europa ma anche senza i suoi Stati membri". Gli impegni a livello internazionale sono molteplici: la lotta contro il cambiamento climatico, un ulteriore miglioramento del coordinamento economico mondiale, il sostegno ai Paesi in via di sviluppo (a questo proposito la Commissione aggiungerà un miliardo di euro al suo contributo per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio dell'ONU), la riforma del meccanismo di reazione alle crisi quali la tragedia del Pakistan.