mercoledì 8 settembre 2010

I deputati condannano fermamente la lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtani

Il Parlamento europeo, biasima la condanna a morte dell'iraniana Sakineh Mohammadi-Ashtan in una risoluzione adottata oggi. Tutti i gruppi politici, ritengono che una sentenza del genere non possa mai essere giustificata o accettata, e invitano l'Iran a rivedere il suo caso.

Vietare la lapidazione e depenalizzare l'adulterio e l'omosessualità

Il Parlamento europeo chiede alle autorità iraniane di abolire la crudele e disumana pratica della lapidazione, ormai applicata soltanto da un ristretto gruppo di paesi. L'Iran dovrebbe anche introdurre una moratoria delle esecuzioni, depenalizzando l'adulterio e le relazioni omosessuali.

Liberare tutti i difensori dei diritti umani in Iran

Allo stesso modo, nel rispetto della libertà di espressione, il governo iraniano deve rilasciare immediatamente quanti sono detenuti solo per aver partecipato a proteste pacifiche.

Tra le misure che l'UE può mettere in campo a sostegno dei difensori dei diritti umani, i deputati menzionano un maggiore sostegno finanziario attraverso lo strumento europeo per la democrazia e i diritti dell'uomo (EIDHR). Inoltre, la lista delle persone e delle associazioni a cui è  già vietato l'ingresso nell'Unione europea , dovrebbe essere estesa ai responsabili delle violazioni delle libertà fondamentali nel paese.

La risoluzione è stata approvata dall'Aula a larga maggioranza con 658 voti favorevoli, 1 contrario e 22 astensioni.

Altri casi inaccettabili

Gli europarlamentari esortano il governo iraniano a riconsiderare anche la posizione di Zahra Bahrami, cittadina iraniano-olandese arrestata nel dicembre 2009, consentendole di beneficiare dell'assistenza consolare e sottoponendola a regolare processo. Inoltre, il PE si è pronunciato per la sospensione dell'esecuzione del diciottenne Ebrahim Hamidi, incriminato per presunti atti di sodomia commessi all'età di 16 anni.

La voce dell'Italia

Dopo l'intervento del Presidente della Repubblica, che ieri ha definito la condanna "un atto altamente lesivo dei principi di libertà e difesa della vita", in giornata è arrivata anche la presa di posizione di Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, che in un comunicato si è appellato al popolo iraniano affinchè si unisca alla richiesta generale di un atto di clemenza da parte della Repubblica Islamica.