Un nuovo codice di condotta per gli eurodeputati
Giovedì 17 novembre 2011 è stato adottato dalla commissione affari costituzionali un nuovo codice di condotta per gli eurodeputati in materia di interessi finanziari e conflitti di interessi. La relazione presentata dall'on. Carlo Casini (PPE, IT) sulle modifiche all'attuale regolamento è stata votata all'unanimità con una sola astensione. Il nuovo codice enuncia una serie di regole e principi che i deputati sono tenuti a rispettare nei loro rapporti con interessi esterni, al fine di evitare conflitti d'interessi.
La parola d'ordine è trasparenza. I deputati devono far luce sulle attività remunerate all'esterno del Parlamento europeo, come pure sui compensi e sulle altre attività suscettibili di generare conflitti d'interessi. Il codice vieta in maniera esplicita di accettare qualsiasi somma di denaro o doni che possano influenzare le decisioni parlamentari.
Il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha accolto pienamente l'adozione unanime in sede di commissione, definendola un segnale che indica un forte impegno dei membri del PE nell'assicurare la più totale trasparenza nello svolgimento delle loro funzioni. "Il rafforzamento dei poteri del Parlamento deve essere accompagnato da una maggiore trasparenza e responsabilità da parte dei deputati. Il nuovo codice di condotta costituisce un solido scudo contro comportamenti contrari all'etica."
Il presidente della commissione affari costituzionali e relatore del documento approvato, on. Carlo Casini (PPE, IT), ha dichiarato: "gli aspetti più importanti dell'adozione del nuovo codice sono stati il consenso unanime e la celere approvazione della relazione presentata da parte della commissione. I deputati hanno voluto reagire in modo rapido alle ingiustificate critiche sollevate. Se confrontiamo il nuovo codice con quelli attualmente in vigore negli Stati membri, possiamo affermare che questo garantisce il più alto livello di trasparenza."
Dichiarazione d'interessi finanziari
Gli eurodeputati avranno l'obbligo di dichiarare, pubblicamente e in rete, tutte le attività professionali svolte nel trienno precendente la loro elezione e durante il loro mandato al Parlamento, e qualsiasi partecipazione a consigli di amministrazione di impresa, associazioni, ONG o ad altri enti giuridici. Qualsiasi attività occasionale retribuita svolta durante il loro mandato (comprese pubblicazioni, conferenze e consulenze) dovrà essere resa pubblica se la remunerazione annuale eccede i 5000 euro.
Doni
I deputati si sottraggono dal ricevere qualsiasi dono o beneficio analogo di un valore superiore ai 150 euro, qualora rappresentino il Parlamento in veste ufficiale. In tale situazione i doni ricevuti verranno consegnati al Presidente del Parlamento. Il rimborso delle spese, nel caso di una partecipazione a un evento sulla base di un invito ufficiale, non sarà considerato come dono.
Ex deputati
Gli ex deputati del Parlamento europeo impegnati in attività di lobbying professionale o in attività di rappresentanza direttamente connesse al processo decisionale dell'Unione europea, non potranno beneficiare delle agevolazioni concesse agli ex deputati per l'intera durata del loro impegno.
Sanzioni
Un comitato consultativo stabilirà le linee guida per i deputati e suggerirà al Presidente le misure da attuare nel caso vi fosse una presunta violazione del codice di condotta, misure che possono portare alla sospensione o al ritiro di uno o dei mandati occupati in seno al Parlamento. Le sanzioni verranno pubblicate sul sito del Parlamento.
Prossime tappe
L'Ufficio della presidenza del PE definirà presto le misure necessarie per l'attuazione del codice e per l'introduzione di una procedura di controllo. Il voto in plenaria a maggioranza qualificata si terrà in occasione della mini-sessione a Bruxelles il 1° dicembre 2011. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1° gennaio 2012.























