Le petizioni NO-TAV al vaglio del Parlamento europeo
Lunedì 3 ottobre, l'ordine del giorno della riunione della commissione petizioni del Parlamento europeo prevede anche alcune petizioni italiane sull'alta velocità Torino-Lione e Trieste Divaca. Alcuni dei firmatari sono presenti a Bruxelles per assistere all'esame delle loro petizioni, sulla base delle riposte della Commissione e di eventuali documenti pervenuti.
Petizione 735/2008 presentata da due cittadini italiani e corredata da 154 firme, sul collegamento ferroviario Lione-Torino (Valle Susa).
I firmatari ritengono che l'UE dovrebbe bloccare il finanziamento di 671,8 milioni di euro destinato a studi e attività in relazione al collegamento ferroviario Lione-Torino, in quanti incompatibile con la legislazione europea. I firmatari affermano, infatti, che il governo italiano non sta rispettando gli accordi di consultare autorità e cittadini a livello regionale e locale.
Petizione 0949/2003, presentata da un cittadino italiano, a nome dell'associazione "Habitat", contro la realizzazione del progetto di tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Il firmatario, a nome di una serie di associazioni ambientali, agricole e comitati civici, chiede un intervento del Parlamento europeo e della Commissione per valutare preventivamente tutti i problemi ambientali, tecnici, sociali ed economici conseguenti alla realizzazione del progettato nuovo collegamento ad alta capacità Torino-Lione e in particolare, di una galleria ferroviaria sotto il Moncenisio. Sottolinea inoltre che l'Unione ha già finanziato studi di fattibilità del progetto e che esistono rapporti e perizie tecniche negative sull'opera in questione. Chiede perciò di soprassedere ad ulteriori finanziamenti.
Petizione 0523/2004, presentata da una cittadina italiana, corredata di 1 firma, sul progetto di collegamento ferroviario Torino-Lione.
La firmataria si oppone al progetto di collegamento ferroviario ad alta velocità Lione-Torino- Milano (TAV/TAC), basando le proprie obiezioni su ragioni finanziarie e ambientali e sottolineando che sono state ignorate le forti proteste dei residenti. Chiede pertanto l'intervento del Parlamento europeo e della Commissione che, in
risposta a un'altra denuncia avevano riferito che non era stata concessa alcuna autorizzazione per il progetto in conformità della direttiva 85/337/CEE.
Petizione 0198/2005, presentata da un cittadino italiano, a nome
del "Coordinamento sanitario Valle di Susa", sui rischi sanitari associati alla
costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
A nome di un'associazione di 100 medici, il firmatario lancia un allarme sui rischi sanitari cui verrà sottoposta la popolazione della bassa Valle di Susa e della parte nord-occidentale della città di Torino con la costruzione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità. Attira l'attenzione su un doppio pericolo di contaminazione del territorio da parte dell'amianto e dell'uranio, entrambi presenti in natura. I firmatari desiderano sapere se il progetto è conforme alla normativa sulla valutazione d'impatto ambientale.
Petizione 0786/2007 presentata da un cittadino italiano, a nome del
Comitato No TAV Alta Val Sangone, contro la realizzazione della linea
ferroviaria transeuropea ad alta velocità fra Torino e Lione.
Il firmatario fa riferimento alla creazione di un osservatorio tecnico di negoziazione e alla proposta di una variante del tracciato originario, coinvolgente la Val Sangone a sud-ovest di Torino, con ripercussioni negative in termini ambientali e paesaggistici, nonché economici e turistici, sollecitando quindi una revisione della politica dei trasporti europea che sia ecologicamente sostenibile.
Petizione 900/2007, presentata da un cittadino italiano, a nome del comitato NO TAV Bagnaria Arsa ed altri comitati contro il corridoio 5.
Il firmatario invia un appello contro il finanziamento europeo della linea ferroviaria Trieste-Divaca, denunciando la violazione della normativa comunitaria in materia d'informazione e di partecipazione del pubblico ai procedimenti in materia ambientale per quanto riguarda la tratta Portogruaro - Ronchi dei Legionari nonché la carenza di studi di valutazione d'impatto ambientale del progetto d'infrastruttura su siti d'interesse comunitario, l'omissione della relazione costi-benefici e la ricaduta sociale dell'opera su aree densamente popolate e congestionate dalle attuali vie di trasporto.























