ACTA: un accordo che fa discutere
Acta: Anti counterfeiting trade agreement - in italiano accordo commerciale anti contraffazione. Il tema sta creando spaccature tra i parlamentari come tra gli Stati membri della Ue. Il Parlamento europeo, come unica istituzione democraticamente eletta ha l'ultima parola sull'approvazione degli accordi commerciali come Acta, appunto. Segui l'evoluzione in questa pagina.
Il Parlamento dovrebbe dire no ad Acta
Il Parlamento dovrebbe dire no all'Accordo commerciale anti contraffazione (ACTA). Lo ha affermato la commissione parlamentare per il Commercio estero nella votazione di giovedì 21 giugno. Diciannove deputati hanno votato contro Acta e 12 in favore. Nessun astenuto.
"Do il benvenuto al risultato del voto di oggi", ha detto l'eurodeputato David Martin dopo l'annuncio del risultato. " Sono lieto che la commissione abbia riconosciuto i problemi che ho individuato nella mia relazione e abbia seguito la mia raccomandazione di respingere ACTA", ha concluso Martin.
5 petizioni conto ACTA.
Nella sua riunione del 19 giugno 2012 a Bruxelles, la commissione per le Petizioni del Parlamento europeo ha deciso di mantenere aperte cinque petizioni - una delle quali firmata da 2,8 milioni di cittadini - che chiedono ai membri del PE di respingere ACTA.
I membri della commissione Petizioni attenderanno, per la loro decisione finale, il parere della commissione Commercio internazionale (responsabile per il progetto di raccomandazione) e il voto del Parlamento europeo in plenaria.
Mantenendo le petizioni aperte infatti, una volta che il Parlamento avrà votato su ACTA, i cittadini avranno un mezzo per appellarsi "se dovessero ritenere che l'accordo non soddisfa le loro esigenze", ha commentato la presidente della commissione Petizioni Erminia Mazzoni (PPE, IT) a margine della discussione. La commissione per il Commercio internazionale esprimerà il suo voto finale giovedi 21 giugno mentre quello del Parlamento europeo è previsto durante la plenaria di luglio.
A oggi quattro commissioni parlamentari (responsabili per il parere) hanno raccomandato il rifiuto di ACTA: Libertà civili, Industria, Affari Legali e sviluppo.
ACTA respinto da tre commissioni parlamentari
L'accordo commerciale antri contraffazione, ACTA, è stato respinto giovedì 31 maggio dalle tre commissioni parlamentari competenti per parere (LIBE, JURY e INTRE). Le loro posizioni non sono vincolanti per la commissione del commercio internazionale, che adotterà la propria posizione il prossimo 21 giugno come commissione competente per materia.
Secondo i deputati della commissione per le libertà civili (LIBE), ACTA non rispetta i diritti fondamentali dell'Unione europea. La commissione per l'Industria (INTRE) ritiene che non vi sia equilibrio tra diritti e libertà delle diverse parti interessate. La commissione Affari giuridici si è pronunciata contro una raccomandazione che voleva approvare il controverso Accordo.
In sintesi:
. JURI ha respinto ACTA per 12 voti contro 10 e nessuna astensione
. ITRE ha respinto ACTA per 31 voti contro 25 e 2 astensioni
. LIBE ha respinto ACTA per 36 voti contro 1 e 21 astensioni
La commmissione libertà civili dice no al testo di Acta.
Nel parere della Commissione per la libertà civili la giustizia e gli affari sociali il relatore é convinto che l'Accordo Acta giunga in una fase "molto precoce".
"L'adozione dell'accordo ACTA soffocherebbe prematuramente il dibattito e farebbe pendere la bilancia da un solo lato, consentendo agli Stati membri di sperimentare leggi potenzialmente capaci di nuocere alle libertà fondamentali e di istituire precedenti che potrebbero rivelarsi indesiderabili per le società future."
E' un passaggio della breve motivazione che il relatore della commissione Libertà civili del Parlamento europeo, Dimitrios Droustas, ha espresso nel parere destinato alla commissione per il commercio internazionale, relatrice per Acta, l'accordo commerciale anti-contraffazione.
L'accordo - siglato tra Ue e i suoi stati membri, l'Australia, il Canada, il Giappone, la Repubblica di Corea, il Messico, il Marocco, la Nuova Zelanda, Singapore, la Svizzera e gli Stati Uniti - continua a essere controverso e anche la commissione per le libertà civili ha depositato il proprio parere sfavorevole.
Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è fissato al 16 maggio.
Una petizione contro ACTA
Prosegue il caso ACTA. Una petizione è stata firmata da 2,8 milioni di cittadini che, da tutto il mondo, chiedono un "internet accessibile e gratuito" con il rigetto della ratifica di ACTA (Accordo commerciale anti-contraffazione).
La petizione sarà discussa dalla commissione parlamentare per le petizioni (PETI) alla presenza dei petizionari. Seguite il dibattito in diretta dalle ore 17, cliccando sul seguente link:
Acta: un passo verso la rinegoziazione
Il Parlamento europeo dovrebbe rigettare l'accordo commerciale anticontraffazione (ACTA) perché non chiarisce come saranno protetti i diritti dei cittadini. Bisognerebbe trovare un modo diverso di proteggere i diritti di proprietà intellettuale in Europa, magari rinegoziando l'accordo. Questo ha dichiarato il relatore David Martin in una raccomandazione alla commissione commercio internazionale del PE.
Per dare alle commissioni consultate per parere (sviluppo; industria, ricerca ed energia; affari giuridici; libertà civili, giustizia e affari interni) un maggiore lasso di tempo per dibattere la questione ed esprimersi in proposito, la commissione commercio internazionale del Parlamento europeo ha deciso di riportare a giugno il voto su ACTA e, di conseguenza, anche il voto in plenaria sarà posticipato (probabilmente a luglio).
Per saperne di più:























Il progetto di parere della Libe (77KB)