La Sicurezza Energetica in Europa
Uno degli obiettivi più importanti per l'Europa è diversificare le fonti energetiche per diventare indipendenti dalle fonti di approviggionamento estere, in particolare russe, e sfruttare al meglio le risorse verdi. L'Unione europea, infatti, contribuisce alla realizzazione di grandi progetti internazionali per la costruzione dei gasdotti Nabucco e Desertec.
Un altro progetto internazionale di diversificazione dell'approvvigionamento delle fonti energetiche è il South Stream, risultato della collaborazione tra l'Eni e la Gazprom.

Con le azioni adottate, l'UE ha già dimostrato che è possibile abbattere le emissioni di gas serra senza compromettere la crescita economica. La Commissione europea mette comunque in evidenza che è possibile ridurre ancora molto le emissioni e ribadisce l'impegno dell'UE a proseguire in tal senso, approfondendo le misure già adottate e approvandone altre.
La Commissione propone che l'UE adotti obiettivi di riduzione delle emissioni dei gas serra e chiede che l'UE fissi, nell'ambito dei negoziati internazionali, l'obiettivo di abbattere le emissioni di gas serra dei paesi industrializzati del 30% (rispetto al livello del 1990) entro il 2020. Finché non verrà stipulato un accordo internazionale, e fatta salva la posizione che adotterà nei negoziati internazionali, l'UE dovrà impegnarsi, in maniera risoluta e autonoma, a rispettare l'obiettivo deciso dal Consiglio europeo nel 2007, vale a dire, la riduzione delle proprie emissioni di almeno il 20% entro il 2020.
Secondo quanto indicato nell'analisi strategica della politica energetica dell'UE, gli obiettivi da raggiungere (si veda il punto "Atti collegati") sono i seguenti:
• migliorare del 20% l'efficienza energetica dell'UE entro il 2020;
• incrementare la percentuale delle energie rinnovabili portandole al 20% entro il 2020;
• sviluppare una politica di cattura e stoccaggio del carbonio compatibile con l'ambiente.
1. Nabucco
Il 13 luglio del 2008 Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria hanno firmato, insieme alla Turchia, l'accordo per la costruzione del gasdotto Nabucco per realizzare una nuova via di importazione del gas.
A differenza degli altri progetti di gasdotto, quali South Stream e North Stream, Nabucco permetterà all'Europa di essere completamente indipendente dal gas russo.
La fornitura di gas sarà garantita dall'Azerbaigian e, in futuro, anche da altri paesi del Mar Caspio e del Medio Oriente quali l'Iraq, il Turkmenistan e, probabilmente, l'Iran.

Il gasdotto sarà lungo circa 3,300 km e collegherà la regione del Mar Caspio con l'Austria attraverso la Turchia, la Bulgaria, la Romania e l'Ungheria.
È stato stimato che Nabucco, una volta operativo, dovrebbe fornire 31 miliardi di metri cubi di gas all'Europa, coprendo circa il 5-10% di fabbisogno di gas europeo.
La realizzazione del progetto Nabucco prevede due fasi: in una prima fase sarà costruita una nuova rotta che unirà le frontiere turche a Baumgarten (Austria); durante la seconda fase, invece, saranno create delle stazioni di compressione in prossimità dei punti chiave della conduttura per aumentare la capacità dei gasdotti fino a 31 miliardi di metri cubi.
Il costo totale del progetto dovrebbe aggirarsi intorno a 7,9 miliardi di euro.
L'inizio della costruzione del gasdotto è previsto per il 2011 e dovrebbe entrare in funzione nel 2014.
La Commissione europea ha stanziaro circa 200 milioni di euro per la realizzazione del progetto Nabucco, mentre la Banca Europea per gli investimenti si prepara a cooprire il 25% del costo totale del progetto.
È certo che non sarà possibile coprire la domanda di energia dell'Europa solo con Nabucco, è necessario differenziare le fonti energetiche e investire su quelle rinnovabili.
2. Desertec

Un gruppo di società europee e la Fondazione Desertec hanno firmato il 13 luglio del 2009 un protocollo d'intesa per la realizzazione di un progetto di vaste dimensioni per produrre energia solare ed eolica nella regione sahariana.
Questa regione è attraversata da una banda di terra di 40 milioni di km quadrati che circonda il nostro pianeta all'altezza dei tropici. Questa striscia di terra riceve in mezza giornata più energia solare di quella che tutto il genere umano consuma in un anno. L'energia presente, oltre a essere abbondante e rinnovabile, non sottrae spazio vitale alla vegetazione, non danneggia l'ambiente e permette di differenziare le fonti disponibili.
Desertec è il progetto di energia solare più ambizioso al mondo e potrebbe soddisfare il 15% del fabbisogno energetico dell'Europa entro il 2050.
Il progetto, tuttavia, ha ricevuto delle critiche. In primo luogo il costo eccessivo, infatti, Il progetto Desertec richiede un investimento di 400 miliardi di euro. In secondo luogo la stabilità politica dei paesi nordafricani e mediorientali perchè, trattandosi di una tecnologia ancora sperimentale, questo l'instabilità politica potrebbe influire enormemente sul calcolo del rischio degli investimenti e quindi sulla difficoltà ad accedere concretamente ai finanziamenti.
3. South Stream
Il progetto South Stream, volto a rafforzare la sicurezza energetica europea, nasce da un'intesa Eni-Gazprom (la più grande compagnia russa e il maggior estrattore al mondo) e mira a portare il gas russo in Europa aggirando le zone di transito più problematiche come l'Ucraina.
Gli esperti concordano sul fatto che nell'UE continuerà a crescere il consumo di gas e prevedono nel 2020-2025 un aumento della domanda di gas che raggiungerà i 200 miliardi di metri cubi all'anno.
L'obiettivo principale del progetto South Stream è soddisfare proprio l'aumento della domanda di gas in Europa. La sicurezza europea sarà garantita con la diversificazione delle rotte e con l'attuazione di progetti per costruire nuovi sistemi di gasdotti.

Il progetto prevede la costruzione di una sezione onshore in Russia e una offshore nel mar Nero, lunga circa 900 km e una profondità massima di 2.000 metri. Tuttavia, non è stato ancora fissato il tragitto preciso di quest'ultima sezione che dovrebbe partire dal porto russo di Beregovaya e arrivare a quello bulgaro di Varna.
Nonostante lo studio di fattibilità del progetto South Stream non sia stato ancora terminato, le prime stime sul costo totale sono progressivamente cresciute fino a toccare i 19-24 miliardi di euro.














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