Diritto di iniziativa dei cittadini e dialogo sociale

Diritto di iniziativa
- Il funzionamento dell`Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa attraverso il diritto di voto attivo e passivo del singolo cittadino dell'Unione alle elezioni del Parlamento europeo.
- Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell`Unione. Le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini.
- I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell`Unione, nel Parlamento europeo.
Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi Capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini.
Sulla base di questi nuovi principi si introduce dunque il valore giuridico vincolante e l'importante riconoscimento dell'iniziativa popolare, che diventa il passaggio basilare per il concretizzarsi del concetto di valori democratici universali da trasmettere alle generazioni future.
Infatti ora il diritto di iniziativa dei cittadini, consente ad almeno un milione di cittadini provenienti da un numero significativo di Stati membri, di invitare la Commissione a presentare la proposta in un determinato ambito.
Il 19 aprile 2010 il Parlamento europeo inizia l'esame della proposta di legge sul diritto di iniziativa popolare.
Dialogo sociale
Si riconosce anche l'importanza del dialogo tra cittadini, associazioni pubbliche e Istituzioni dell'Unione al fine di rendere il cittadino partecipe delle decisioni europee.
Partendo dal presupposto che, la trasparenza e la pubblicità del lavoro facilitano la partecipazione della società civile, le sedute del Consiglio dei ministri saranno pubbliche, permettendo così ai giornalisti di svolgere per il cittadino la necessaria azione di informazione.
In materia sociale, il trattato prevede che il dialogo avvenga attraverso un "Vertice Sociale Trilaterale tra le parti sociali europee e l' Unione, per la crescita e l'occupazione".
Con il Trattato di Lisbona: "L'Unione e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione". (Politica Sociale art.151 ex articolo 136 del TCE)
Una clausola sociale esige che nel definire ed attuare le varie politiche dell'UE, occorre tener conto degli aspetti sociali. Questi aspetti sono: promozione di un livello elevato dell'occupazione e dell'educazione, formazione e protezione della salute umana, garanzia di un'adeguata protezione sociale e lotta contro l'esclusione sociale.














